lunedì 8 gennaio 2018

Fano, Teatro della Fortuna

1 gennaio 2018



CONCERTO DI CAPODANNO

Fantasmagorico scintillio 

di voci e di suoni 

per l’ingresso del nuovo anno.

A cura di Giosetta Guerra

L’Orchestra Sinfonica Rossini è stata protagonista, insieme al soprano Maria Aleida e al violinista Henry Domenico Durante, del consueto concerto di Capodanno al Teatro della Fortuna di Fano.
Per l’omaggio a Rossini nell’anno a lui dedicato l’Orchestra si è presentata con una pagina piuttosto rara, la Sinfonia Al Conventello, composizione quasi magica di un Rossini adolescente (chi dice 12 chi 14 anni), ospite della ricca famiglia Triossi nella tenuta di Conventello di Ravenna durante le vacanze estive. Un adolescente che aveva già individuato il suo percorso, perché il suo stile è già riconoscibile. Ad un inizio maestoso segue la freschezza del presto dei violini, affiancati dalla voce calda dei violoncelli. Una pagina scintillante e trascinante anche grazie alla maestria degli orchestrali e del 

direttore Daniele Agiman, che si sono poi calati nel flessibile e leggero rincorrersi delle voci strumentali nella Sinfonia de La Scala di seta: coinvolgente il dialogo tra la trasparenza sonora del flauto e la voce densa del corno, tra le volatine di agilissimi violini e il guizzo cristallino dell’ottavino con le voci calde del clarino e del fagotto, voci che si riuniscono e si volumizzano nei famosi crescendo rossiniani.
Rossini è stato onorato anche dai virtuosismi vocali della belcantista Maria Aleida, che ha cantato "Giusto Dio'' scena ed aria da Tancredi e l'aria della Contessa di Folleville Partir, o ciel, desio” da Il viaggio a Reims. Il soprano cubano unisce eccellenti doti vocali a perizia tecnica di prim’ordine. Il timbro è bello, il suono pulito, la delicatezza d’emissione è arricchita dall’uso della messa di voce e dall’abilità ad eseguire eleganti scale discendenti, le espansioni acute sicure e luminose sfumano in preziosi filati o sforano la soglia del sovracuto con mirabolanti fuochi d’artificio. La cantante ha corpo vocale in zona grave, squillo e picchettati cristallini, eccellente duttilità, sovracuti estremi legati e tenuti, morbidezza del canto, è funambolica nelle agilità e nel canto di coloratura. 
Ed è anche carina, sorridente e sta al gioco scenico. Ad un certo punto dell’aria della Contessa il direttore le ha passato il cappellino rosso ritrovato e lei se lo è messo in testa. Che volete di più? Beh, sì, io avrei voluto incontrarla dopo.

Nella seconda parte un salto nel tempo e nello spazio ci ha fatto approdare nella musica russa di fine ’800 con la Marche slave (marcia slava) op.31 di Tchaikovskij e nel secolo successivo con il concerto per violino op.48 in Do maggiore di D. Kabalevskij del 1948, col violino solista Henry Domenco Durante.
L’Allegro molto e con brio che apre il concerto per violino op.48 in Do maggiore dà l’opportunità al violinista di mettere in luce le sue abilità virtuosistiche: arcate a scatti, pizzicati, arcate fitte sopra un’orchestra densa e cupa che impiega gli strumenti a voce scura. La musica delicata e quasi romantica dell’Andante cantabile è realizzata con arcate più distese, a volte dissonanti e un’orchestra che esce dalla linea classica.
Nel Vivace giocoso emerge il contrasto tra la leggerezza dello strumento solista e la densità del tutto orchestrale, il violino è agilissimo e l’orchestra si destreggia a meraviglia nella festosità del ritmo musicale. Si avverte un certo formalismo in questa musica, infatti Kabalevski non era così avventuroso come i suoi contemporanei in termini di armonia, pur tuttavia le sue composizioni sono di piacevole ascolto e ricche di effetti brillanti.

La marcia slava op.31 composta da Čajkovskij nel settembre del 1876 per una beneficenza a favore dei soldati slavi feriti nella guerra serbo-turca di quegli anni si sviluppa in tre movimenti. 
Il tema principale, tratto da una canzone del folklore serbo, intrisa di animo meditativo e sofferente, è evidente fin dall’introduzione del primo episodio, che è un Moderato in modo di marcia funebre (si bemolle), dai toni cupi (nell’organico c’è anche il basso tuba) e l’andamento morbido, i suoni ripetitivi rimandano una musica straniante, nella quale le arcate dei violini sembrano ghigni.
Nella parte centrale la musica si tinge di una certa allegria con i trilli dell’ottavino e la freschezza dei clarinetti e fagotti per esprimere la gioia della vittoria.
L'episodio finale (Più mosso, allegro) si sviluppa con un’ascesa sonora che sfocia in un tutto orchestrale lacerante con sonorità plateali, evidenziando l'intensa sofferenza umana portata dagli eventi bellici.
Pagina molto impegnativa che l’Orchestra Sinfonica Rossini, sotto la guida del M° Daniele Agiman, ha eseguito ed interpretato in modo eccellente.
Alla fine, per porgere gli auguri di un Buon 2018, è tornato Rossini con la notissima Cavalcata del Guglielmo Tell, risparmiandoci l’inflazionata Radesky March che ogni anno ci propina la televisione dall’Italia e dall’estero.
Applausi convinti di tutto il pubblico ai bravi interpreti solisti, ad un’orchestra consapevole e ben preparata, ad un direttore d’orchestra preciso, attento e coinvolto che dirige senza bacchetta. Sarebbe opportuno presentare i brani al pubblico, che non è onnisciente. Del resto la musica, oltre che divertire, deve anche formare.










Per l’addobbo del palcoscenico sarebbe stata più elegante una composizione più grande di vischio, eliminando i sei vasetti di ciclamini.


giovedì 4 gennaio 2018

COMUNICATO STAMPA


ESCE IL NUOVO REMIX DI DR.GAM: “ITALIAN RASTAMAN – CORRADO CORI REMIX”


Domani esce il risultato della collaborazione vincente tra dr.gam e Corrado Cori Dj
Rimini, 4 gennaio 2018 –
Domani esce il nuovo remix di dr.gam, “Italian Rastaman – Corrado Cori Remix”.
Dopo il suo primo album di inediti, "Another Family" distribuito dalla major discografica Universal, dr.gam si presenta al nuovo anno con la seconda testimonianza tangibile di quanto vincente e proficuo sia stato l’incontro con il disc jockey di lungo corso Corrado Cori.
Ad un mese dal lancio del singolo "dr.gam is in da house" e relativo Remix in Spagna, l'accoppiata dr.gam - Corrado Cori non si risparmia e sforna il Remix del secondo singolo "Italian rastaman" che l'inverno passato è stato tra i brani indipendenti più graditi in radio a livello nazionale.
Il video relativo, che sarà fruibile lo stesso giorno dell'uscita del Remix, è un video nel video, dove l'italian rastaman, ormai relegato all'interno dello schermo televisivo, continua la sua corsa inarrestabile nel deserto, mentre attorno schiere di personaggi bizzarri si muovono in modo asincrono su uno sfondo neutro ormai privo di colore.
Il remix sarà disponibile su Youtube e tutti gli store digitali.


https://www.youtube.com/watch?v=fm-NnrJz_80
http://www.andreagamurrini.com 
http://www.facebook.com/andreagamurrini 
https://www.youtube.com/drgamofficial
https://www.youtube.com/user/DrGamVEVO 


Productions: Andrea Gamurrini (White Coal Productions), Corrado Livi (CC Production).
Vocal e guitar performer: dr.gam (Andrea Gamurrini)
Keyboard performer: Miky Scarabattoli
Published by Lungomare/Jois
Distribuited by Believe
Press office: Giulia Cappella (Astralmusic): giulia@astralmusic.it

C & P 2018 (Cover, Video, Audio): Andrea Gamurrini, Corrado Livi


lunedì 1 gennaio 2018


Urbino, Teatro Sanzio



20 dicembre 2017







Arte e musica a confronto:
Sgarbi incontra Mogol       





Quando due titani del sapere e del saper fare s’incontrano,
la qualità si sposa con la piacevolezza dell’ascolto.

  A cura di Giosetta Guerra  

Il famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi, reduce da un convegno a Recanati su Arte e poesia, è stato protagonista insieme al notissimo autore di musica leggera Mogol di un interessante confronto tra arte e musica sul palcoscenico del Teatro Sanzio di Urbino.Sgarbi ha esordito annunciando l’apertura di una prossima mostra sul barocco a Urbino, Fano e Fossombrone nel 2018, la programmazione delle celebrazioni leopardiane nel 2019 e quelle di Raffaello nel 2020.

Poi ha presentato una serie di quadri attinenti alla musica, che è stata nei secoli maestra ed ispiratrice. Raffaello, Tiziano, Savoldo e tanti altri pittori hanno inserito strumenti musicali nei loro dipinti e il critico d’arte ne ha spiegato le motivazioni e gli obiettivi. La ricchezza di particolari che un occhio comune non avrebbe evidenziato, la capacità d’analisi, la padronanza di linguaggio specifico, il calore dell’esposizione, la fluidità d’eloquio del noto critico d’arte catturano l’attenzione del pubblico e danno la dimensione della competenza di Sgarbi, che sta dedicando molto tempo alla valorizzazione culturale delle Marche. Lui può farlo, perché, oltre a sapere e a saper fare, è ascoltato dalle autorità, senza le quali non si fa alcun passo. La sua preparazione va comunque oltre la sua materia, la sua capacità di analisi va oltre la comune visione delle cose e con l’acume che gli è proprio Sgarbi ha colto l’occasione per fare una disamina del livello culturale delle masse, impoverito dalla superficialità dei prodotti mediatici. Tema concordato anche da Mogol e da chi scrive.
Di tutte le immagini proiettate una in bianco e nero è rimasta fissa come sfondo: Mogol e Battisti a cavallo durante il loro viaggio a cavallo nella natura del paesaggio italiano da Milano a Roma dal 21 giugno al 26 luglio 1970. 
E su quell’immagine è entrato Mogol che ha fatto un piacevolissimo escursus della canzone italiana dal dopoguerra ad oggi. Ha spiegato che il pop nasce dalla romanza d’opera, la romanza staccata dal contesto operistico si avvicinava alla vita diventando canzone, infatti le prime canzoni popolari, assolutamente melodiche e per lo più napoletane, erano cantate dai tenori. Caruso, Gigli, Corelli, più tardi Pavarotti hanno portato la canzone italiana nel mondo. Poi è stata la volta dei cantanti di musica leggera con voce tenorile, tipo Claudio Villa, Luciano Tajoli, Giorgio Consolini. E ancor oggi alcuni giovani cantanti, seppur con differenti peculiarità vocali, infiammano le platee soprattutto straniere con le melodie di un tempo. È il caso di “O sole mio” di Capurro, Di Capua, Mazzucchi, che non è ancora di pubblico dominio, perché Mazzucchi è morto nel 1972.
Verso la fine degli anni 60 erano ancora in vita poeti come Montale e Ungaretti, ma il loro ermetismo era di difficile comprensione alla massa, così i cantautori rimpiazzano i poeti di un tempo, escono dalla tradizione melodica e traghettano la musica leggera italiana verso la modernità e la molteplicità dei linguaggi musicali e attraverso la musica trasmettono la poesia della parola.
Mogol, autore di testi, ha avuto la fortuna di cominciare presto il suo lavoro e di coltivare il suo talento. Come Puck nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Mogol ci ha cosparso col filtro magico delle sue canzoni, accompagnando e colorando la nostra gioventù.
Artisticamente ha avuto un lungo e fruttuoso sodalizio con Lucio Battisti che componeva la musica e cantava, ma tutti i cantanti di allora, proprio tutti, hanno usufruito dei testi di Mogol, che ha scritto per Caterina Caselli, i Dik Dik, Equipe 84, Fausto Leali, The Rokes, Bobby Solo, Little Tony, Mango, Cocciante, i New Trolls, Gianni Bella, Celentano, Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo, Mina, Dallara, Dino, Patty Pravo, Tony Renis, Arigliano, Reitano, Dorelli, Tenco, Zero, Dalla, Morandi. Insomma TUTTI. La prima canzone è stata “Briciole di baci” cantata da Mina, la seconda “Al di là” ha vinto il Festival di San Remo nel 1961 interpretata da Luciano Tajoli
Betty Curtis, e da lì migliaia di titoli si sono succeduti, dei quali 160 di successo. Tutto il mondo ha ascoltato e cantato le sue canzoni e anche il pubblico del teatro Sanzio ha dato la sua voce alle melodie che il pianista Giuseppe Barbera ha suonato nell’ultima parte della serata.

Cantare in coro quelle melodie immortali ci ha fatto rivivere le emozioni di un tempo.
Mogol ci ha parlato del C.E.T., una scuola che ha fondato per la formazione di nuovi professionisti della musica pop, di docenti appunto per l’insegnamento della musica pop nei conservatori, al fine di frenare il fai da te della musica e di risollevare il livello delle masse, finite troppo in basso a causa dei vari talent scout, xfactor, amici, organizzati per fare audience e non qualità. CONDIVIDO.
Direzione artistica di Sauro Moretti. Sostegno del Comune di Urbino.

 






venerdì 29 dicembre 2017

COMUNICATO STAMPA

 L’inizio del nuovo anno 
porta la firma di dr.gam 
















Venerdì 5 gennaio 2018 esce
“Italian Rastaman – Corrado Cori Remix”,
il nuovo remix di dr.gam

Rimini, 27 dicembre 2017 
Il remix del secondo singolo di dr.gam, al secolo Andrea Gamurrini, inaugurerà e  darà il benvenuto al nuovo anno con un pezzo coinvolgente, che non deluderà le aspettative dei fans.
La collaborazione col dj Corrado Cori, già risultata vincente in “dr.gam is in da house – Corrado Cori remix”, viene riproposta, mantenendo le tipiche sonorità dancehall che sono da pass d’ingresso per tutti i più rinomati club d’Italia.
L’incontro fra i due artisti avviene in uno dei concerti di dr.gam, in cui Corrado Cori riconosce la trasversalità del genere, a tal punto da proporne una rivisitazione in chiave dance. Da qui inizia il lavoro di remixaggio da parte del noto dj, presente dal 1986 in tutti i migliori locali italiani che hanno scritto la storia della nightlife.
Il remix sarà disponibile su Youtube e tutti gli store digitali.
Productions: Andrea Gamurrini (White Coal Productions), Corrado Livi (CC Production).
Vocal e guitar performer: dr.gam (Andrea Gamurrini)
Published by Lungomare/Jois
Distribuited by Believe
Press office: Giulia Cappella (Astralmusic): giulia@astralmusic.it
C & P 2017 (Cover, Video, Audio): Andrea Gamurrini, Corrado Livi




mercoledì 20 dicembre 2017

San Lorenzo in Campo (PU)
Teatro Tiberini

Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini 







XXVI edizione

(domenica 3 dicembre 2017 ore 17)


 A cura di Alberto Caverni 

Perle di Provincia

Capita a volte per cause diverse di emigrare dal tuo contesto quotidiano nella ricerca di isole compatibili alla tua irrequietezza. Ti avventuri quindi nel nuovo con circospezione, ma anche con lo spirito dell’esploratore, curioso dell’andare placido di un piccolo paese di provincia e della sua probabile acquiescenza al tuo bisogno di silenzio. Conosci allora persone e cose che ricalcano situazioni già note, ma che, riavvolte in quello stretto vivere insieme, sembrano sempre potersi attutire lungo il correre uguale dei giorni. Il paese stesso, poggiato tra colline di una leggerezza mai prima approfondita, sembra prendere il sopravvento ed assorbirti sino alla negligenza di te stesso, dietro anche ai troppi ammorbidenti di feste e festicciole di poco carattere.




Poi, ad un certo punto dell'anno, San Lorenzo in Campo sembra prendere coscienza di sé e del suo civettuolo teatro, arroccato tra mura vecchie di nobiltà, assegnando un premio a chi, con il sacrificio di una dedizione totale, ha scelto di dedicarsi con successo alla perpetuazione del bel canto. Il premio “Mario Tiberini”, dal nome del grande tenore ottocentesco figlio di queste terre, ha voluto premiare quest’anno tre giovani artisti per la loro professionalità indiscussa ed ampiamente dimostrata in una serata rapita a ben altre platee. La simpatia innata e contagiosa del baritono Paolo Bordogna, la composta personalità del basso Mirco Palazzi e l’inaspettata padronanza di scena del giovane soprano Giuliana Gianfaldoni, unite alle loro ampie e pulitissime voci, hanno riaffermato ai numerosi presenti la poeticità di un’arte imprescindibile all’animo umano e la bontà di carriere, specchio certo di tanta personalità.





Il merito del successo di una manifestazione che da ben 26 anni nobilita questo piccolo gioiello di teatro, fra i tanti poco conosciuti delle Marche, va anche ad una imperterrita e competente professoressa locale, signora Giosetta Guerra, devota e votata da sempre alla lirica, nonché alla convinta volontà di un’amministrazione comunale, in capo al sindaco Davide Dellonti, saggia nell’impegno oltre la sagra.
Nella riaffermazione delle parti, a fine serata, sulla bontà di un tale evento e nella ricerca di una più compiuta collaborazione, si legge ogniqualvolta la necessità di ricondurre le difficoltà crescenti ad una collegialità di intenti, scevra da personalismi e da preconcetti entrambi nocivi. La bella realtà di una manifestazione che leghi saggiamente l’indiscussa potenzialità del singolo con le logiche coniugazioni di una governance assennata e cosciente del meglio, non possono che trasformarsi insieme in un traino sempre più coinvolgente per un paese assorbito troppo spesso e colpevolmente nel suo negligente torpore. Tenere in vita ed alimentare ulteriormente questa piccola fiaccola è un impegno imprescindibile per tutti.

Bella serata davvero!









martedì 5 dicembre 2017

Torino, Teatro Regio

FALSTAFF di Giuseppe Verdi














(15 novembre 2017)
Nel cast due artisti premiati recentemente col Tiberini d’oro: Carlo Lepore e Sonia Prina e uno col Tiberini d’argento in gioventù: Patrizio Saudelli.

A cura di Mirko Bartolucci

Un Falstaff “sospeso” quello proposto dal Teatro Regio di Torino, con cambi di scena verticali, perché  tavoli, sedie e armadi sono calati dall'alto.
Il regista  Daniele Abbado e il suo collaboratore Boris Stetka con lo scenografo Graziano Gregori ed il suo collaboratore Angelo Linzalata optano per un palcoscenico rotondo inclinato, sul quale si muovono con estrema agilità i cantanti, lasciando con il fiato sospeso il pubblico, che capisce la difficoltà di cantare e muoversi in obliquo, ma il cast affiatato riesce a coinvolgere il pubblico sia con il canto che con la recitazione senza un attimo di incertezza .
Complimenti anche per i costumi a Carla Teti.




Carlo Lepore (Falstaff ) eccelle sia nel canto, che mette in luce la bellezza del timbro, la ricchezza del patrimonio vocale, la rotondità e la possenza del suono e l’ottima tecnica vocale, sia nell’ottima interpretazione del personaggio che sembra appartenergli da sempre.



















Nel ruolo di Ford Tommi Hakala ha una bella presenza scenica e un modo di cantare corretto e piacevole. Francesco Marsiglia, nella parte di Fenton, sicuramente un ruolo “minore” per il tenore, dà prova di bravura.
Il cast femminile è formato da cantanti all'altezza dei ruoli. Sonia Prina, specialista di opere barocche in ruoli en travesti, presta a Mrs.Quickly una bellissima voce di contralto, esternando tutta la sua professionalità e simpatia.
Brava e di ottima presenza sulla scena Erika Grimaldi come Alice Ford  , anche se il timbro non emoziona tutti; brava e corretta Monica Bacelli come Mrs.Page; Valentina Farcas è la voce femminile che mi ha colpito di più, un soprano con una bellissima estensione ed un timbro leggero e fresco che delinea  una giovane e splendida Nannetta.
Molto convincenti Andrea Giovannini, Patrizio Saudelli e Deyan Vatchkov rispettivamente nei ruoli di Dottor Cajus, Bardolfo e Pistola.
Il Direttore Donato Renzetti dirige molto bene, rispettando i tempi verdiani con assoluta sicurezza.

Uno spettacolo molto ben fatto, divertente, fresco, che il pubblico ha accolto con lunghi applausi e ovazioni.

domenica 19 novembre 2017

Teatro Tiberini week end in music

COMUNICATO STAMPA



WEEK END IN MUSIC

2 e 3 dicembre 2017

L’associazione musicale “Mario Tiberini”, presieduta da Giosetta Guerra, con il sostegno dell’Amministrazione comunale di San Lorenzo in Campo (PU), dell’Assemblea legislativa delle Marche e della BCC di Pergola, organizza un week end musicale il 2 e 3 dicembre 2017 nella splendida cornice del teatro comunale “Mario Tiberini”.
A San Lorenzo in Campo la musica ha sempre avuto molti adepti, nell’800 vi nacque il tenore Mario Tiberini, geniale e apprezzato artista noto al di là e al di qua dell’oceano, al presente con un altro genere musicale sta circolando al di qua e al di là dell’oceano la voce di dr.gam.
E proprio a questi due generi musicali saranno dedicate le due serate del primo week end di dicembre: sabato 2 alle ore 21, dr.gam, di ritorno dalla Spagna dove ha concluso il suo tour estivo, presenterà il suo album "Another Family", e domenica 3 alle ore 17 ci sarà il gala della lirica per la XXVI edizione del Premio Lirico Internazionale “Mario Tiberini”.
Another Family, distribuito da UNIVERSAL, disponibile in tutti i negozi e su tutte le piattaforme di digital download e streaming e in attesa di ristampa negli USA e in Canada, è considerato dalla critica nazionale un album che "Suona da Dio, è limpido e potente fin dalla prima nota e accompagna gli ascoltatori su una nave solida a superare scogli grossi come pietre" (QN: Il Resto del Carlino, la Nazione, Il Giorno).
Dal 1° dicembre prossimo, il singolo "dr.gam is in da house" sarà proprio in SPAGNA, in TUTTE le radio, a fare da apripista al percorso latino di dr.gam.
La serata, condotta da Raffaella Lattanzi, sarà integralmente trasmessa in diretta su Radio Arancia Network e Radio Velluto.
Nel salotto musicale del 3 dicembre all’insegna del belcantismo, si alterneranno in palcoscenico due notissimi cantanti lirici di grande spessore, il basso Mirco Palazzi e il baritono Paolo Bordogna, più volte presenti al Rossini Opera Festival, ai quali verrà conferito il Premio Tiberini d’oro, e il giovanissimo soprano in carriera Giuliana Gianfaldoni, a cui verrà conferito il Premio Tiberini d’argento. I tre artisti, accompagnati al pianoforte da Donatella Dorsi, canteranno arie e duetti di grande presa, conosciuti anche a chi non segue abitualmente l’opera.
Questi grandi personaggi, che calcano i migliori teatri del mondo, si sono sentiti onorati di essere stati scelti per il premio Tiberini del 2017 e, dopo il Covent Garden di Londra dove Mirco sta cantando, lo Staatsoper di Monaco di Baviera dove canta ora Paolo e il teatro di Wexford in Irlanda dove si sta esibendo Giuliana, approderanno anche nel piccolo teatro bomboniera di San Lorenzo in Campo, diventato famoso per i numerosi grandi artisti che qui si sono esibiti per il ‘Premio Tiberini’.
Al termine del pomeriggio lirico è previsto un incontro conviviale al ristorante Giardino che riunirà artisti, fans e autorità, al quale tutti possono partecipare previa prenotazione.
Questa manifestazione culturale, l’unica di alto livello nell’entroterra pesarese, per aver ospitato il fior fiore dei cantanti lirici di fama mondiale, basti pensare che il primo premiato, il famosissimo basso americano Samuel Ramey, ha accettato di essere il Presidente Onorario del Premio, è giunta alla ventiseiesima edizione, nonostante difficoltà di vario genere. Per rendersi conto del livello degli artisti che hanno calcato questo delizioso teatrino, basta guardare la lista dei premiati in questi 26 anni.
E quest’anno le è stata affiancata una speciale serata pop, per offrire musica per tutti i gusti alla gente del luogo e alle persone forestiere che, passando due giorni a San Lorenzo in Campo, avranno l’opportunità di conoscere anche le bellezze artistiche e naturali del luogo e le delizie culinarie.
Per prenotare i posti e per informazioni telefonare ai numeri 0721774014, 0721776784 e 3333416088.
 Premio lirico internazionale "Mario Tiberini"
Ideato e organizzato per la prima volta nel 1989 dalla Prof.ssa Giosetta Guerra di San Lorenzo in Campo, il Premio lirico internazionale “Mario Tiberini” nasce per riportare alla luce il tenore laurentino Mario Tiberini, al quale sono intitolati il Teatro Comunale di San Lorenzo in Campo e la via retrostante.
Il primo artista premiato è stato il grande basso americano Samuel Ramey, che è diventato in seguito Presidente Onorario del Premio. Il Premio “Tiberini d'oro”, noto ed apprezzato nel panorama lirico internazionale, è conferito ad artisti famosi del teatro d'opera, il Premio “Tiberini d'argento” a giovani artisti in carriera, gli artisti ringraziano offrendo al pubblico un recital di altissimo livello.
La lista dei premiati è una chiara dimostrazione del livello artistico e culturale della manifestazione.
Tiberini d'oro
Tiberini d'argento